La danza del ventre e la Dea Inanna (prima parte)

Quando si parla di danza del ventre, è doveroso ricordare sempre che questa danza ha un passato che varca i confini del conosciuto, per perdersi nel mito delle più antiche Dee della nostra storia.
Si parla spesso della dea Ishtar, di Venere, di Vesta e di Iside per rievocare i rituali danzati dalle donne per accrescere la fertilità e celebrare l’amore.

Scavando ancora più indietro nel tempo, lì dove la “danza orientale” affonda le sue prime radici, si rivela a noi la Madre di tutte le Dee, la Mesopotamica Inanna.

Inanna_ladanzaorientale

Inanna_ladanzaorientale

Inanna è la Dea della Fertilità dell’Amore, della Bellezza, Regina del Cielo e della Terra.
Possiamo già vedere come, rispetto alle Dee che verranno dopo, Inanna, detenga poteri maggiori, che racchiudono l’essenza dell’essere donna, non una sola qualità quindi: Inanna era la Donna divinizzata.

la dea Inanna - ladanzaorientale

la dea Inanna – ladanzaorientale

Un altro aspetto fondamentale del culto di questa Dea era la presenza del suo lato oscuro: Ereshkigal.
Ereshkigal era la sorella della Dea, il suo opposto, la regina dell’ombra, la Notte. Insieme le due Dee formano l’assoluto femminino, formano la donna e la sua ombra, la luna crescente e la luna calante, l’aspetto positivo e negativo dell’essere che insieme nella loro bipolarità formano l’Uno assoluto.

Nella descrizione di Inanna troviamo che era o splendidamente agghindata di gioielli, o completamente nuda. Il suo simbolo era una stella ad otto punte, simbolo dell’infinito.

Nella danza del ventre possiamo trovare questi elementi di riscontro: da un lato l’esaltazione della bellezza della danzatrice con ricchi vestiti tempestati di brillanti (e contemporaneamente l’annullamento del corpo che si estranea dall’abito per diventare puro movimento), d’altra parte il simbolo dell’otto, uno dei movimenti ricorrenti nella danza orientale.

Inanna e sua sorella rappresentano anche la Luna, altro elemento che si ritrova nella danza orientale nei vari cerchi di bacino, che a seconda dell’ampiezza dell’esecuzione sono detti, appunto, luna e grande luna.

(Segue)

Scritto da Marika Suhayma

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