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A Roma la formazione per insegnanti di Danza Espressiva Araba® con Roberta Bongini e Gaia Scuderi

Una grande notizia per tutte le amanti della danza orientale che vogliono trasformare questa passione in una professione vera e propria: da settembre 2014 per la prima volta si terrà anche a Roma il laboratorio triennale di formazione per insegnanti in Danza Espressiva Araba® tenuto da Roberta Bongini e Gaia Scuderi.
La Danza Espressiva Araba® non è uno stile specifico all’interno della danza orientale ma una metodologia d’insegnamento nata dalla ricerca effettuata all’interno del Teatro Dell’Arcano da Kassim Bayatly e Roberta Bongini a partire dal 1990. Da questo lavoro, che ha portato in scena elementi ed aspetti recuperati dalla danza del ventre, dalla musica araba e dalla ritualità della cultura arabo-islamica rielaborati fino a una rappresentazione drammaturgica, viene una ricerca artistica originale che oggi contraddistingue la danza di Roberta Bongini e Gaia Scuderi.

Danza Espressiva Araba

Roberta Bongini in uno spettacolo di Danza Espressiva Araba

Semplificando, potremmo dire che la Danza Espressiva Araba® parte dai fondamentali della danza tout court,  dunque dalla danza classica, di cui assume molto della tecnica di gambe e il riscaldamento composto in buona parte di sbarra a terra, per poi toccare le frontiere della danza contemporanea, la morbidezza di alcuni movimenti e l’importanza del peso corporeo e del baricentro basso. Fin qui la “danza”, appunto.
Ma poi arriva una ridefinizione dei movimenti  tipici della danza araba, che coinvolgono bacino, braccia, testa, busto, il tutto sempre con un’attenzione alle relazioni: con il tempo e lo spazio, anzitutto, ma anche con gli oggetti  e con gli altri danzatori all’interno dello spazio scenico. Perché la Danza Espressiva Araba® pone grande attenzione all’aspetto drammaturgico, guarda con amore e ammirazione al teatro danza.

Gaia Scuderi Danza Espressiva Araba

Gaia Scuderi

È chiaro a questo punto che frequentare il laboratorio triennale di formazione in Danza Espressiva Araba® significa partecipare a un lavoro di ricerca costante nell’ambito dei principi simili della danza nelle diverse culture, in cui a uno studio personale sulle diverse tecniche si affianca l’approfondimento del dinamismo e del linguaggio del corpo.
Ecco perché questa formazione per insegnanti è aperta non solo alle danzatrici che abbiano già cognizioni di danza orientale ma anche a quelle che provengono da qualsiasi altra danza: è sufficiente inviare un curriculum, a cui seguirà poi un colloquio conoscitivo.

Il laboratorio, principalmente finalizzato alla formazione di insegnanti, si articolerà in tre anni, nei quali intende fornire gli elementi necessari per la gestione di lezioni a corsi:
- Principianti nel primo anno
- Intermedi nel secondo anno
- Avanzati nel terzo anno.

Ciascun anno accademico sarà strutturato in 16 incontri che si terranno nei fine settimana (5 ore il sabato e 5 ore la domenica) a partire da settembre fino a maggio.
Le date degli incontri per l’Anno Accademico 2014-2015 saranno le seguenti:
settembre 13 e 14
ottobre 25 e 26
novembre 29 e 30
gennaio 31 e 1 febbraio
febbraio 28 e 1 marzo
marzo 28 e 29
aprile 25 e 26
maggio 30 e 31.

Le lezioni si svolgeranno il sabato dalle 14,30 alle 19,30 e la domenica dalle 12,00 alle 17,00
presso la scuola di danza Le Ali di Iside in via Val Maggia 178 Roma.

Per info e costi: info@shadi.it

 

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Flamenco Arabo o Flamenco Oriental?

Appartiene agli stili di fusione, è un’invenzione moderna ma affonda le radici nella Storia, nella Spagna arabo-andalusa delle Tre Culture. Stiamo parlando del Flamenco Arabo, o Flamenco Oriental,  che deriva dalla fusione di due danze diverse ma “sorelle”: il flamenco e la danza orientale.
Come tutte le fusioni, presuppone la conoscenza e la padronanza di entrambi gli stili che si vogliono fondere insieme: pertanto diciamo subito che per ballare il flamenco arabo occorre avere un’ottima conoscenza sia della danza e della musica araba che del flamenco.
Per capire meglio da dove nasce questa idea artistica, come si è deciso di tentare questa fusione, abbiamo intervistato un’artista che la studia e la pratica fin dal 2000: Jacqy Cristina Diaz.

jacqy flamencoriental

Ecco come Jacqy ci racconta la sua idea di Flamenco Oriental:
“Il dialogo tra le civiltà è una delle espressioni chiave nel discorso mondiale sulla tolleranza culturale e proprio in Andalusia, a partire dal 711, anno in cui inizia l’occupazione da parte degli Arabi della Spagna meridionale, ha inizio una nuova era che riguarda i campi della scienza, della cultura e dell’arte. Per la prima volta nella storia la regione meridionale della penisola ispanica, chiamata Al Andalus, diviene esempio unico di tolleranza, scambio e convivenza tra le culture musulmana, ebraica, cristiana e gitana. Nel loro intenso e ricco dialogo questi popoli non mirano a convertirsi alle rispettive culture, cercando piuttosto di approfondire la loro reciproca conoscenza. Nasce così lo stile Andalusì (o arabo andaluso), del quale purtroppo non esiste testimonianza né documentazione di come si ballava realmente: uno stile che andò perso nel corso degli anni, ma che recentemente è stato riprodotto, o meglio ricreato, da alcuni grandi maestri, a partire dalle rare immagini tramandate dall’arte figurativa.

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Il mio progetto artistico prende spunto ed energia dalla fusione di elementi comuni del baile flamenco e della danza del ventre, ispirandosi alla musica di entrambi, nel tentativo di manifestare, oggi come al tempo della Spagna Araba, la convivenza e il dialogo tra due diverse culture.
Nel mio Flamenco Oriental si fondono diversi stili, diverse musiche e danze popolari, tradizionali e rituali, senza fermarsi all’epoca arabo-andalusa, ma arrivando più lontano nel tempo e nello spazio, alle radici delle danze mediorientali: egiziane, persiane, turche, tunisine, marocchine etc.
Per questo preferisco il nome ‘Flamenco Oriental’ a quello di ‘Flamenco Arabo’: trovo che alcuni ritmi del Flamenco si apparentino meglio, ad esempio, ad alcuni ritmi turchi che non a ritmi prettamente arabi… la danza orientale, del resto, è detta così proprio perché in questo termine è racchiusa tutta la varietà e ricchezza delle sue origini, a partire dalle danze di corte persiane fino ad arrivare al folclore dei paesi arabi.”

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Nel flamenco arabo si possono trovare tutti gli accessori, sia del flamenco che della danza orientale: dal ventaglio al velo, dal mantón al bastone, fino ad arrivare al tamburello e alla spada. Per quanto riguarda i crotali, si possono accompagnare pezzi di Flamenco Oriental sia con le nacchere del flamenco che con i sagat della danza araba: come dice Jacqy, “tutto come fosse una passeggiata tra tempi, controtempi e sincopati…
Dal punto di vista dell’abbigliamento, il Flamenco Oriental prevede massima libertà nel creare un costume che metta insieme elementi flamenchi (come la gonna) ad altri orientali (uno su tutti: il top che lascia la pancia scoperta). Un punto fondamentale riguarda le scarpe: il taconeo tipico del flamenco non è sempre richiesto, dipende dal pezzo che andiamo ad eseguire e da come la danzatrice vuole interpretarlo. Dunque, in alcuni casi potremo vedere il flamenco arabo danzato con gli zapatos flamencos, altre volte vedremo dei pezzi danzati a piedi scalzi, come la danza orientale.

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