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Oriental Emotion: tre giorni di danza orientale a Riccione

La danza orientale, o meglio: le danze orientali tornano a Riccione per l’undicesimo congresso internazionale dal titolo Oriental Emotion.
Tre giorni di corsi, seminari, stage e master class con maestri italiani e internazionali, per conoscere o approfondire la danza del ventre ma anche altre forme di danza provenienti dall’Oriente più lontano, come la danza polinesiana o Bollywood.

Oriental emotion - ladanzarientale

Oriental emotion - ladanzarientale

Nelle serate di venerdì 1 e sabato 2 giugno si terranno due grandi spettacoli a cui parteciperanno tutti gli insegnanti del congresso; in più ogni giorno, prima delle lezioni, sono previsti momenti di riscaldamento-meditazione ispirati allo yoga.
Tra gli artisti ospiti quest’anno Zadiel, Jill Parker, Elizabeth Strong, Kaidi Udris, Kaouther Ben Amor, Evelina Papazova e poi Najma Hassan, Giulia Saamya, Jamila Zaki, Lamia Barbara, Valentina Mahira, Maria Teresa Habara e i percussionisti Gabriele Gagliarini e Simone Pulvano.

I seminari sono divisi per livello, da primi passi/principianti a intermedi, avanzati e professionali/master class e toccheranno gli argomenti più svariati: dai vari stili della danza orientale (baladi, sha’abi, sharqi, gawazi, arabo Andaluso, turco, khaleeji) a elementi di tecnica (shimmy, braccia, passi, giri), fino a diversi aspetti dell’ATS e della Tribal Fusion; dalla danza con gli oggetti (bastone, fan veils, melaya) alla musica araba, da un punto di vista teorico e pratico (percussioni), senza trascurare i segreti del trucco di scena.

Oriental Emotion si terrà a Riccione nei giorni 1,2 e 3 giugno 2012 presso l’Hotel Centro Congressi Le Conchiglie.

Per info e prenotazioni:
www.newemotion.net

 

 

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La danza orientale e i sette chakra (prima parte)

Tra i benefici indubbi della danza del ventre c’è, nell’esperienza di tutte le donne che vi si accostano, una sensazione di rinnovata energia, di equilibrio psicofisico. Le donne “sentono” che, nel movimento di questa danza così antica,  c’è qualcosa di magico, qualcosa che va al di là del semplice muoversi, qualcosa che risveglia in noi un’antica forza femminile. Per capire cosa accade al nostro corpo sottile durante la pratica della danza orientale è utile conoscere i sette chakra.

I chakra sono sette vortici di energia metafisica che derivano dall’antico sistema di cura indiano, che posiziona in sette centri principali il flusso delle energie invisibili. Solo il simbolo del collegamento tra la sfera fisica e spirituale, e quando tutti e sette sono in equilibrio, il corpo funziona perfettamente e a ritmo con lo spirito. Quando sono bloccati, possono creare delle disfunzioni emotive e fisiologiche. I sette chakra si trovano esattamente una linea immaginaria che attraversa il nostro corpo, dalla pelvi al collo (spina dorsale) e poi più su fin sopra la testa. Questa linea si chiama Kundalini. Nella tradizione indiana Kundalini è la Dea Serpente spesso raffigurata attorcigliata per tre volte e mezza intorno al chakra di base. Secondo la tradizione nella sua ascesa dei chakra Kundalini trafigge un chakra alla volta fino ad arrivare al chakra della corona, ed illuminare tutta la materia.

Fabio Fabbi Harem Dancers - ladanzaorientale

Fabio Fabbi Harem Dancers - ladanzaorientale

Se pensiamo ad una delle posizioni più usate della danza orientale, cioè lo stare con le braccia verso il cielo, e il bacino retroflesso con la spina dorsale verso la terra, capiamo che la nostra Kundalini è perfettamente in linea tra il mondo terreno e il mondo spirituale, tra la terra e il cielo.
Dobbiamo immaginare i chakra come dei fiori di loto che girano e girano, aprendosi e chiudendosi in sintonia, all’unisono gli uni con gli altri. Ogni chakra ha un suo colore, un nome e una funzione e una corrispondenza con i movimenti della danza del ventre.

chakra - ladanzaorientale

chakra - ladanzaorientale

  1. Chakra di base  (Muladhara) di colore rosso, si trova al centro del nostro corpo, tra ano e genitali, indica la nostra appartenenza alla terra, i nostri bisogni fisici. A questo chakra è associato il senso dell’olfatto. Nei movimenti pelvici della danza del ventre, come scatti del bacino in avanti, ondulazioni, ma anche i passi, che richiedono l’equilibrio della zona pelvica come centro del nostro corpo, noi usiamo e stimoliamo questo chakra ad un corretto equilibrio. La disfunzione di questo chakra porta all’eccessiva ossessività, alla gelosia, alla materialità. La frase associata a questo chakra è “Io sono”.
  2. Chakra del sacro (Svadhisthana) di colore arancione si trova nel basso addome, e riguarda tutto l’apparato riproduttivo. A questo chakra è associato il senso del gusto e riguarda la nostra emotività, la nostra sessualità, lo stato emozionale. E’ uno dei chakra che effettua un lavoro davvero profondo con la danza del ventre, in quanto lo muoviamo per fare quasi tutti i movimenti, l’otto, il sole, la luna, il serpente, lo shimmy, il fiocchetto…e molti molti altri. Il disequilibrio di questo chakra porta a una eccessiva emotività, insicurezza, chiusura al mondo. La frase associata a questo chakra è “Io sento”.
  3. Chakra del plesso solare (Manipura), è di colore giallo e si trova tra l’ombelico e la base dello sterno, e riguarda il potere personale e l’autodeterminazione. E’ associato al senso della vista. Questo chakra è stimolato nella danza del ventre, attraverso la respirazione diaframmatica che si pratica negli scatti della pancia in avanti e indietro, nel serpente, nel cammello e nel gatto. Lo stomaco trae in questo modo grandi benefici. La disfunzione di questo chakra può portare a un eccessivo uso del potere (molti manager e uomini di successo hanno infatti la gastrite) o a un senso di inferiorità rispetto alla società. La frase associata a questo chakra è “Io posso”.

(Segue)

Scritto da Marika  Suhayma

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