Flamenco Arabo o Flamenco Oriental?

Appartiene agli stili di fusione, è un’invenzione moderna ma affonda le radici nella Storia, nella Spagna arabo-andalusa delle Tre Culture. Stiamo parlando del Flamenco Arabo, o Flamenco Oriental,  che deriva dalla fusione di due danze diverse ma “sorelle”: il flamenco e la danza orientale.
Come tutte le fusioni, presuppone la conoscenza e la padronanza di entrambi gli stili che si vogliono fondere insieme: pertanto diciamo subito che per ballare il flamenco arabo occorre avere un’ottima conoscenza sia della danza e della musica araba che del flamenco.
Per capire meglio da dove nasce questa idea artistica, come si è deciso di tentare questa fusione, abbiamo intervistato un’artista che la studia e la pratica fin dal 2000: Jacqy Cristina Diaz.

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Ecco come Jacqy ci racconta la sua idea di Flamenco Oriental:
“Il dialogo tra le civiltà è una delle espressioni chiave nel discorso mondiale sulla tolleranza culturale e proprio in Andalusia, a partire dal 711, anno in cui inizia l’occupazione da parte degli Arabi della Spagna meridionale, ha inizio una nuova era che riguarda i campi della scienza, della cultura e dell’arte. Per la prima volta nella storia la regione meridionale della penisola ispanica, chiamata Al Andalus, diviene esempio unico di tolleranza, scambio e convivenza tra le culture musulmana, ebraica, cristiana e gitana. Nel loro intenso e ricco dialogo questi popoli non mirano a convertirsi alle rispettive culture, cercando piuttosto di approfondire la loro reciproca conoscenza. Nasce così lo stile Andalusì (o arabo andaluso), del quale purtroppo non esiste testimonianza né documentazione di come si ballava realmente: uno stile che andò perso nel corso degli anni, ma che recentemente è stato riprodotto, o meglio ricreato, da alcuni grandi maestri, a partire dalle rare immagini tramandate dall’arte figurativa.

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Il mio progetto artistico prende spunto ed energia dalla fusione di elementi comuni del baile flamenco e della danza del ventre, ispirandosi alla musica di entrambi, nel tentativo di manifestare, oggi come al tempo della Spagna Araba, la convivenza e il dialogo tra due diverse culture.
Nel mio Flamenco Oriental si fondono diversi stili, diverse musiche e danze popolari, tradizionali e rituali, senza fermarsi all’epoca arabo-andalusa, ma arrivando più lontano nel tempo e nello spazio, alle radici delle danze mediorientali: egiziane, persiane, turche, tunisine, marocchine etc.
Per questo preferisco il nome ‘Flamenco Oriental’ a quello di ‘Flamenco Arabo’: trovo che alcuni ritmi del Flamenco si apparentino meglio, ad esempio, ad alcuni ritmi turchi che non a ritmi prettamente arabi… la danza orientale, del resto, è detta così proprio perché in questo termine è racchiusa tutta la varietà e ricchezza delle sue origini, a partire dalle danze di corte persiane fino ad arrivare al folclore dei paesi arabi.”

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Nel flamenco arabo si possono trovare tutti gli accessori, sia del flamenco che della danza orientale: dal ventaglio al velo, dal mantón al bastone, fino ad arrivare al tamburello e alla spada. Per quanto riguarda i crotali, si possono accompagnare pezzi di Flamenco Oriental sia con le nacchere del flamenco che con i sagat della danza araba: come dice Jacqy, “tutto come fosse una passeggiata tra tempi, controtempi e sincopati…
Dal punto di vista dell’abbigliamento, il Flamenco Oriental prevede massima libertà nel creare un costume che metta insieme elementi flamenchi (come la gonna) ad altri orientali (uno su tutti: il top che lascia la pancia scoperta). Un punto fondamentale riguarda le scarpe: il taconeo tipico del flamenco non è sempre richiesto, dipende dal pezzo che andiamo ad eseguire e da come la danzatrice vuole interpretarlo. Dunque, in alcuni casi potremo vedere il flamenco arabo danzato con gli zapatos flamencos, altre volte vedremo dei pezzi danzati a piedi scalzi, come la danza orientale.

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